“Io sono di mio padre, di mia madre e non di un’urna elettorale!”

LA GENERAZIONE ANNI ZERO DOCUMENTATA E RACCONTATA DA EMANUELE DABBONO IN ” IO RIMANGO MIO” DOPO IL SUCCESSO OTTENUTO CON LA PRODUZIONE DEL BRANO “FORZA DIEGO CORRI” ESCE IL NUOVO SINGOLO E VIDEO DEL CANTAUTORE GENOVESE ” IO SONO DI MIO PADRE DI MIA MADRE NON DI UN’ URNA ELETTORALE”.

“Sono sceso in piazza anch’io, perché ci credevo, perché ci credo. Una telecamera da 100 euro e tanta voglia di documentare questa mia generazione senza filtri, perchè in Italia si tende a dimenticare troppo facilmente. Certo questo è e rimarrà un pensiero trasformato in canzone, nessun messaggio, solo fotografie! ” Nasce da questa esperienza e dall’incontro casuale in una manifestazione con Luca Nesti, artista che ha firmato alcuni successi della musica italiana ma che si è sempre contraddistinto per la schiettezza dei testi, il nuovo singolo e video di Emanule Dabbono, che dopo l’avventura di X-Factor, ha continuato con caparbietà a scrivere musica. “Io rimango mio” parla di quella che viene chiamata Generazione Anni Zero, sballottata, poco considerata, o considerata solo nel periodo elettorale, manipolata, che però ultimamente si è fatta sentire a gran voce per urlare il suo pensiero. Non c’è Destra o Sinistra, c’è solo un nuovo pensiero, quello dell’appartenenza a se stessi piuttosto che a un nonpensiero imperante. Il video infatti è intervallato da immagini delle ultime manifestazioni riprese da Emanuele , insieme a una storia, la nostra, che si gioca intorno a un tavolo da poker dove Berlusconi, Bersani, Vendola, Bossi sono i giocatori. Il nostro futuro nelle loro mani, finché un gruppo di giovani decide di dire “No” e annullare il loro gioco. ” Di questi tempi penso che sia necessario gridare la propria indignazione con ogni mezzo. Io ho sempre fatto musica e la musica in questo caso è diventata il megafono della mia indignazione. Il video è interamente prodotto da me e i Terrarossa e vuole essere una sorta di documento di quello che in questo periodo sta succedendo, cercando nel nostro piccolo di documentare uno spaccato della mia generazione. Credo che la musica possa servire anche a questo.”

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