E SI SCUCI’ UN SILENZIO. BUON COMPLEANNO CLINT. BUON COMPLEANNO AMNESTY.

Ci sono parole dal significato ormai eroso. Penso a democrazia, a libertà. Un mio amico dice che è così  perchè tutti hanno un prezzo. Persino la dignità, la coscienza. Si tratta solo di stabilire quanto.  Non mi stupisco se oggi molti cantanti pensano di più al suono di un piatto che al contenuto di quello che cantano, se alcuni giornalisti dimenticano l’indiscutibilità del termine “ fatto “ in quanto tale, lasciandoci tutti sulla bilancia sballata di un relativismo malsano. Se la ragione nei salotti tv si da a quello che urla per ultimo.  Se il parere di un calciatore deve valere più di quello di un astrofisico sul nucleare, perché il primo è popolare e tira più copie più di quello di uno scienziato pazzo.

Ma questo nasce dalla base, mai così schiacciata, se già su facebook i profili diventano pagine e i cosiddetti “amici”a loro insaputa si trasformano in ignari “fan”da un giorno all’altro, le persone normali vivono nella menzognera schizofrenia di fingersi personaggi pubblici.  La disonestà, il soverchiamento delle regole prima dell’ordine, del rispetto.  Oggi, in questo assordante vociferare penso a parole semplici. Lui guardò lei. E si scucì un silenzio.

Oggi voglio tributare il mio saluto civile, di cittadino ancora innamorato dell’arte, della passione per il cambiamento e il progresso umanitario a 2 icone del nostro tempo che in un’azzardata parabola magica faccio incontrare:  Il primo è Clint.  Clint Eastwood, geniale regista che oggi compie 81 anni e sta ancora dove vorrebbe stare: dietro la macchina da presa per il suo ennesimo film manifesto (con Leonardo Di Caprio), oggi che la sua autobiografia “Eastwood on Eastwood” ce lo svela ancora più umano, mentre si definisce un “fatalista” che voleva suonare il jazz dei neri, uno che invidia il figlio perché sa già quello che vuole a 20 anni, uno che ha impiegato molto tempo per capire cosa desiderava dalla sua di vita e quanto sudore doveva sfornare per ottenerlo.   L’altra non è una persona bensì un’organizzazione che della tutela indiscriminata dei diritti (delle persone) ha fatto la sua bandiera (e) politica: Amnesty International.  Amnesty che oggi compie 50 anni.  Entrambi simboli duri del nostro tempo rugoso.  Entrambi spesso ti costringono a voltare lo sguardo altrove basandosi sul racconto di un semplice quanto dimenticato assunto: la verità.  A nessuno sembra più interessare. Eppure parte tutto da lì.  Non dalla fiction dei tg. La verità.  Nuda, cruda, quella che ferisce e permette di riflettere, di scegliere e di crearsi un’opinione.  Di imparare una lezione dalla storia e non ripetere gli errori del passato. Di, finalmente, essere e amare niente più, niente meno di quello che si è: se stessi.   Nella vita normale puoi essere una star anche senza un nome d’arte, anche senza fan.  L’eroismo, la vera forza non ha bisogno di  essere esibita.

Lei guardò lui. E si scucì un silenzio.

Emanuele Dabbono – Tuttaaltramusica (leggi articolo originale)

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